Recensione – I profumi di Madame Waldberg

I profumi di Madame Waldberg

C’è un connubio ideale tra il mondo dei profumi e la Francia, il cui cinema ha da sempre un tocco di classe nelle commedie romantiche. É il caso del secondo film del regista Grégory Magne, che dirige una coppia in perfetta sintonia come Emanuelle Devos e Grégory Montel. Loro sono rispettivamente Anne Walberg creatrice di profumi e Guillaume Fàbre autista per Vip. I due s’incontrano (o meglio si scontrano) per lavoro. É solo l’inizio di una strana amicizia che unisce due persone che più diverse non possono essere. Lei è riservata e poco portata ai contatti sociali. Lui invece, è un uomo che si deve barcamenare tra mille difficoltà, ma sa stare al mondo.

La narrazione parte velocemente con la presentazione dei personaggi e del loro background. La classe sociale è agli antipodi ma questo non impedirà di farli crescere entrambi e insieme portandoli verso lidi migliori.

Il regista ha lavorato con efficacia sull’aspetto psicologico dei due protagonisti, che presentano entrambe personalità forti. Fàbre tiene testa alle manie di controllo della donna, che per lavoro è “naso” creatrice di profumi dal raffinato talento olfattivo. É però una diva in caduta libera. I suoi tempi di gloria sono un ricordo, e ne resta soltanto l’atteggiamento insopportabile da prima donna.

I profumi di Madame Walberg: un feel good movie con il tocco dei cinque sensi
“Nel mezzo della notte, ci facciamo domande; quando nulla dice più di sì; cerchiamo un angelo, desideri, profumi, miscele”. Sono le parole di una di canzone di Gaëtan Roussel, autore della colonna sonora del film, che s’inseriscono perfettamente nella narrazione.

Il lavoro di Magne è un’immersione in un mondo sconosciuto ai più come quello dei creatori di profumi. Madame Walberg è una donna che usa il naso per sentire chi e cosa le sta vicino. Ha una grande sensibilità, che però le impedisce di avere contatti umani tramite gli altri sensi. La aiuterà il suo chauffeur, che deve recuperare il rapporto con la figlia Léa (Zéli Rixhon) a causa della separazione in corso con la moglie. Le sequenze spensierate sulla spiaggia tra padre e figlia sono, infatti, tra le più belle e tenere di tutto il film.

Si parla di amicizia e non di amore in “I profumi di Madame Walberg”, con un occhio leggero al tema sociale. Il regista cita tra l’altro un mostro sacro del cinema come Herzog mandando l’esperta di profumi alla grotta Chauvet situata in Francia, ricostruita per i visitatori che non possono entrarci. Ricordiamo, infatti, che nel 2010, il cineasta tedesco girò un documentario in 3D intitolato “The Cave of Forgotten Dreams”. Il tema romantico è quello delle madeleine di Proust, ovvero gli odori che ci portiamo dentro dalla nostra infanzia come quello dell’erba tagliata di fresco.

“I profumi di Madame Waldberg” è una distribuzione Satine Film e IL PROFUMO e riesce perfettamente a creare empatia nello spettatore che tifa per i due personaggi interpretati con grande maestria da Emanuelle Devos e Grégory Montel.

Daniele Romeo Ecodelcinema

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